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L'azienda.

Giunta a Montefalco intorno agli anni venti, la famiglia Valentini si dedica da subito all'agricoltura, con particolare attenzione alla vite e alla molitura delle olive, allevate sulle dolci colline in località Alzatura. Un legame, quello coi generosi prodotti di quelle terre, che si forza di anno in anno, tanto da meritare il soprannome di Bocale, termine dialettale che indica sia il bicchiere di vino che il fiasco d'olio della capacità di due litri.

Il filo della storia è ripreso oggi dalle nuove generazioni, che con grande entusiasmo si dedicano alla produzione di vino, rinnovando l'opera di un tempo con una piccola azienda agricola di cinque ettari chiamata Bocale.

Anno di fondazione: 2002

 

Superficie totale: 5 ettari di cui 4 vitati (2 ettari di Sangiovese e Merlot e due ettari di Sagrantino)

 

Produzione di bottiglie annuale a regime: circa 10.000 Montefalco Sagrantino, circa 20.000 Montefalco Rosso

Il territorio

L'azienda agricola Bocale della famiglia Valentini nasce in località Fratta Alzatura, nel comune di Montefalco, in zona Madonna della Stella. Un luogo noto per l'omonimo santuario e per le produzioni agricole di qualità.

A soli sei chilometri dal centro di Montefalco, posta su un colle che domina la valle spoletina, a circa 473 metri di altezza, offre un incantevole panorama e una splendida vista su quella che è stata definita a ragione la "Ringhiera dell'Umbria".

Montefalco, scrigno dei preziosi tesori del pittore fiorentino Benozzo Gozzoli, conservati nella chiesa-museo di San Francesco, è forse da identificare con l'antica Mons Faliscus, distrutta durante le guerre civili del I sec. a. C., è denominata fino al Medioevo col nome di Coccorone. Distrutta dalle milizie dell'imperatore Federico II, il quale vi giunse intorno al 1249, risorse a comune fiorente assumendo il nome attuale, ispirato proprio dallo stesso imperatore, che vi praticò la falconeria, scrivendo anche l'opera "De Ars Venandi Cum Avibus".

Si deve al papa Giovanni XXIII la costruzione intorno al 1329 di una rocca, che i Trinci di Foligno demolirono nel sec. XV, quando ebbero la temporanea signoria di Montefalco.

Tornò poi stabilmente alla chiesa e fu eretta a città da Pio IX nel 1848.

Cenni storici

Del Sagrantino si hanno numerose notizie e testimonianze storiche risalenti ai tempi più antichi.

Plinio il Vecchio, nella sua "Storia Naturale", descrive l'Itriola, tipica uva del territorio, che secondo alcuni studiosi potrebbe identificarsi con l'uva Sagrantino. Altre fonti ipotizzano che il vitignosia stato importato dall'Asia minore dai seguaci di San Francesco. Già nel 1088 si scriveva di terre piantate a vigna in Montefalco e risalgono al '200 numerosi documenti che testimoniavano la cura costante che "i vignaioli riservavano al campo piantato a vigna".

Dalla prima metà del '300 le leggi comunali iniziavano a tutelare vite e vini, dedicandogli interi capitoli e rubriche di statuti comunali.

Nel 1451 il noto pittore fiorentino Benozzo Gozzoli, chiamato dai francescani ad affrescare l'abside della loro chiesa, alludeva forse al Sagrantino dipingendo la bottiglia di vino rosso sulla mensa del cavaliere da Celano negli affreschi dedicati alla vita di San Francesco.

A partire dal 1540 un'ordinanza comunale stabilisce ufficialmente la data d'inizio della vendemmia a Montefalco.

Nel 1622 il cardinale Boncompagni, legato di Perugia, inasprì severamente le sansioni stabilite dallo statuto comunale, prevedendo persino "la pena della forca se alcuna persona tagliasse la vite d'uva".

Il primo documento che cita ufficialmente il vitigno risale al XVI sec. ed è conservato nell'archivio notarile di Assisi.

VINI

Sagrantino di Montefalco

 

Montefalco Rosso

 

 

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